IL MILIONE – SUZZARA

Recensione: “Hotel Grande A”

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Il giovane Kos, un ragazzo di tredici anni, nonché protagonista di questo libro, affida il racconto delle sue esilaranti giornate ad un originale diario: un vecchio registratore, prestatogli dal cuoco dell’hotel gestito da suo padre. Kos ha perso la mamma, morta dopo una grave malattia, e deve affrontare questo forte dolore insieme alle sue tre, a dir poco stravaganti, sorelle. L’albergo si chiama Grande A, perché il papà non fa in tempo a completare la scritta a causa di un infarto, che lo colpisce alla finale di calcio di Kos. Dopo che il padre è stato ricoverato in ospedale, il ragazzo e le sorelle si ritrovano a dover condurre da soli l’hotel di famiglia, senza saperne niente. Ciò li porterà a crescere improvvisamente, ognuno assecondando le proprie aspirazioni. Kos suscita un’immediata simpatia nel lettore, per il suo essere un giovane maschio un po’ imbranato con le ragazze e in netta minoranza nell’universo femminile delle sue originali sorelle che non riesce assolutamente a capire. Libbie, la più grande, dopo la morte della madre, ha inconsapevolmente preso il suo posto, immedesimandosi in lei. Briek, la sorella di mezzo, è malinconica, dark e fortemente aggressiva. Pel, la più piccola, è deliziosamente stramba e innamorata a tal punto degli animali, che si fidanzerà con una foca. Una serie di sfortunati eventi perseguita i ragazzi che devono far di tutto per salvare l’hotel da creditori e clienti imbestialiti. Il primo problema che si profila sono le recensioni negative, per cui nel giro di poco tempo si ritrovano senza ospiti. Il secondo problema sono i debiti che il padre deve pagare al signor Gans, che desidera riavere subito i suoi settemila euro, altrimenti l’hotel andrà all’asta. Gli imprevisti mettono a dura prova i ragazzi, che trovano soluzioni rocambolesche quanto fallimentari, pur di salvare il loro hotel: petizioni per i bruchi, lavori in un costume da scimmia, concorsi di bellezza, rinfreschi con quel poco che è rimasto in dispensa, ecc. Nel frattempo Kos e le sue sorelle vanno spesso a trovare il padre all’ospedale, raccontandogli un sacco di rassicuranti quanto improbabili bugie sull’hotel, per non peggiorare le condizioni del suo malandato cuore. Ma a proposito di problemi di cuore, anche Kos ne ha uno, sebbene di un altro tipo: l’amore per Isabel. Infatti la ragazza gli ha accelerato i battiti, sin dalla prima volta che si sono incontrati. Grazie a lei, Kos e le sue sorelle scoprono l’esistenza del concorso di bellezza, chiamato “Miss Mare Del Nord”, il cui premio potrebbe saldare tutti i loro debiti. Questo libro ci è piaciuto molto, perché succede di tutto e di più e allo stesso tempo parla di qualsiasi argomento, in modo divertente ma anche commovente: della malattia, dell’adolescenza, del lutto, della sessualità, della famiglia e infine dell’Amore, quello con l’A maiuscola, come il nome dell’hotel sull’insegna. Non si può non rimanere colpiti dall’autonomia che dimostrano i giovani protagonisti, mentre si accollano una responsabilità più grande di loro, ovvero il salvataggio dell’hotel. L’autore usa un linguaggio molto vicino a quello di noi ragazzi, senza troppi filtri, toccando in modo disinvolto anche argomenti che rappresentano ancora dei tabù. Il libro è avvincente, perché parla di aspetti che appartengono alla nostra quotidianità giovanile, come il volere piacere a una ragazza e non sapere come fare, ma calandole in un contesto pieno di episodi strampalati. Consigliamo perciò di leggere assolutamente questo libro, in quanto è impossibile non sentirsi vicini a questi quattro adorabili fratelli.
Classe 2^F